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Rina Durante

Scrittrice, giornalista e critica letteraria.

La figura di Caterina, "Rina" Durante copre un ruolo fondamentale nella cultura e nella letteratura salentina della seconda metà del novecento.

Nasce a Melendugno (Le), il 29 ottobre 1928.

I primi anni d'infanzia, Rina li trascorre a Saseno, isola Albanese, dove il padre era impegnato come comandante di una batteria della regia Marina militare.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale lascia l'isola e fa ritorno nella natia Melendugno. Sin dai primi anni della sua giovinezza frequenta i più importanti intellettuali salentini da Vittorio Bodini a Oreste Macrì a Vittore Fiore, gli stessi che nell’immediato dopoguerra si confrontavano con la migliore cultura internazionale.

Entra quindi a far parte del gruppo di letterati che ruotava intorno alla rivista “Critone“ fondata dall’avvocato Tommaso Santoro, dove instaura un raporto di collaborazione con lo scrittore e poeta Vittorio Pagano. Nel 1951 pubblica la raccolta poetica “Il tempo non trascorre invano”, con prefazione di Eugène Bestaux.

Frequenta l’Università di Bari dove si laurerà brillantemente in lettere. Nel 1964 Rina Durante con il romanzo “La malapianta”, vince il Premio Salento. Seguono numerose pubblicazioni: “Viaggio in Terra d'Otranto“ (1972), “Da Verga a Balestrini-Antologia della condizione meridionale” (1975), “Tutto il teatro a Malandrino” (1977), “Il sacco di Otranto” (1977), “Gli amorosi sensi” (1996). Scrive per il teatro “Ballata salentina” (1980), mentre per il cinema cura il soggetto e la sceneggiatura dei film “Il Tramontana” (1966) e “La sposa di San Paolo” (1989). Fu tra i primi, a partire degli anni Settanta, a condurre ricerche folkloriche ed etnomusicali contribuendo alla riscoperta e alla rinascita degli studi antropologici di Ernesto De Martino sul tarantismo.

Dirigente del sindacato scrittori, organizzatrice culturale e politicamente vicina ai movimenti studenteschi del '68, Rina fonda il "Canzoniere grecanico salentino" curandone "I canti di Terra d'Otranto e della Grecia salentina". La sua opera di ricerca delle radici culturali salentine ed in particolare incentrata sulla pizzica e sulla musica contadina che ruota intorno alla Taranta è probabilmente legata all’ambiente politico in cui militava.

Qui infatti il prodotto culturale espresso dalla civiltà contadina veniva visto come frutto di una classe subalterna, antagonista alla borghesia ed alla nobiltà latifondista locale. In buona sostanza la musica popolare salentina era per certi ambienti politici e per la Durante in particolare l'espressione del malcontento della massa contadina ed una delle poche manifestazioni di rivolta verso il sistema fatto dalla massa povera generalmente rassegnata e poco avvezza alla ribellione.

Rina in quest’opera di ricerca e di riscoperta delle tradizioni popolari riuscirà a coinvolgere artisti di rilievo nazionale come la musicista romana Giovanna Marini. Questa scelta si è rivelata un intuizione che ha impresso una svolta culturale notevole sul territorio salentino tanto da creare un fenomeno culturale legato alla pizzica di proporzioni inaspettate probabilmente alla stessa Rina e che vediamo oggi travalicare i confini regionali divenendo un fenomeno di massa.

Sono numerose le commedie ed i programmi culturali trasmessi dalla Rai sia in radio che in televisione. Tra questi ricordiamo "Sapore di funghi" (1976-1977), "Il sacco di Otranto" (1977), "Glossama dedicato alle popolazioni di lingua greca del Salento" (1977). Nel 1990 scrive il soggetto di Viaggio a Galatina, documentario diretto da Luigi A. Santoro. L'amore di Rina per il Salento va oltre la musica e le lettere ed abbraccia anche l'arte culinaria. Parte dei frutti di questo lavoro sono contenuti nella Guida dell'Espresso, Cerere e Bacco a piene mani.

Ha firmato per alcuni decenni articoli per il «Quotidiano», la «Gazzetta del Mezzogiorno», «L'Unità», il «Corriere del mezzogiorno» (supplemento locale del «Corriere della sera»), «quiSalento», «Almanacco salentino», «Dove» (mensile sul turismo della Rizzoli)», «Avvenimenti», «Corriere Canadese» e «Tandem». La sua opera intellettuale si è sempre distinta per l'infaticabile attività di militanza politico–culturale, sempre dalla parte dei contadini, dei lavoratori, delle classi disagiate. Rina Durante dopo una lunga malattia muore, nella sua casa di Lecce, il 25 dicembre del 2004 all’età di 76 anni. È uscito postumo: "L'oro del Salento" ultimo suo libro che tratta di una storia sociale dell'olio d'oliva in Terra d'Otranto.

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