Aree tematiche

Porto Badisco

Porto Badisco è una località marina posta a pochi km a sud da Otranto.

Qui il mare penetra nella costa rocciosa creando un incantevole insenatura che alcuni amano paragonarla ad un piccolo fiordo scandinavo. Il borgo è composto da poche unità abitative che si popolano per lo più nel periodo estivo.

Molto caratteristico è pure il vicino "Porto Russo", un'altra insenatura, di dimensioni più ridotte rispetto a Badisco che si distingue per la roccia alta e per la straordinaria limpidezza e colorazione delle acque.

Poco a nord da Badisco si erge Torre Sant'Emiliano una delle tante torri costruite dagli Spagnoli per vigilare il mare e proteggere dal pericolo Turco che già nel 1480 aveva saccheggiato Otranto. Il paesaggio ed i profumi della campagna, oltre che i colori della natura creano un unicum sorprendente che lascia senza parole il visitatore apprezzabile in particolar modo nel periodo primaverile.

Poco distante sorge Masseria Cippano uno degli esempi più interessanti di masseria fortificata del salento con un’architettura fortemente influenzata dal clima di insicurezza che ha regnato su queste coste per diversi secoli.

A Porto Badisco la leggenda vuole che Enea, l'eroe epico le cui gesta furono narrate dal poeta Virgilio, nel suo lungo peregrinare abbia trovato sicuro approdo proprio qui.

Un passo dell'Eneide così recita:

"Aveva l'aurora già vermiglia e rancia

Scolorite le stelle, allor che lunge

Scoprimmo, non ben chiari, i monti in prima,

Poscia i lidi d'Italia - Italia!

Acate Gridò primieramente: Italia, Italia!"

Nel libro III sempre dell’Eneide Virgilio descrive in maniera quasi puntigliosa le scogliere di Badisco:

“E’ di ver l’Oriente un curvo seno

in guisa d’arco, a cui corda invece

sta d’un lungo macigno un dorso avanti,

ove spumoso il mar percuote e frange.

Ne sui corni ha due scogli, anzi due torri,

che con due braccia il mar dentro accogliendo

le fa porto e l’asconde; e sovra al porto

lunge dal lido è ‘l tempio…

Quindi devoti venerammo il nume

Prima il corso indirizzammo. In su la riva

Altare ergemmo””.

Ma questo posto così piccolo ha ancora un altro motivo di meraviglia: le Grotte dei Cervi dove nel 1970 un gruppo di spelelologi salentini ha portato alla luce uno degli esempi più interessanti a livello mondiale di pittogrammi risalenti al neolitico.

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