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Origini storiche del tarantismo

L'origine di questo ballo ci riporta ancora una volta ad oriente ed alle popolazioni saracene. Infatti la culla di questo genere musicale è Lucera ove, intorno all'anno 1000, si erano insediati i Saraceni vivendo per quasi un secolo, incrementando i rapporti commerciali con il Salento.

Essi vi portarono i propri canti ed i propri balli. Successivamente il ballo cominciò a connubiarsi con il morso del terribile ragno che procurava gravi malattie e febbri molto alte. Infatti l'antidoto contro il veleno era sudare ballando sulle note sfrenate del ballo saraceno. Lo strumento essenziale per suonare la pizzica è il tamburello importato dai Saraceni poi modificato nel tempo.

Quello moderno è di forma circolare con sonagli, prima assenti, e con una membrana di pelle e viene suonato in diversi modi:

1) nel Salento l’ipotenar (la parte dallando el polso sotto il pollice) batte sulla membrana dando il ritmo, in questo caso il tamburello svolge un compito reggente dell’intera melodia;

2) ancora nel Salento il tamburellista fa scorrere le dita sul tamburello facendo vibrare solo i sonagli, in questo caso il tamburello svolge una funzione di cornice, quasi di abbellimento;

3) nella tarantella Campana il tamburello viene solo agitato anche in questo caso il suono è di abbellimento;

4) nel Lazio il suono continuo di questo strumento si è perso, infatti viene suonato solo nel ritornello della canzone, dal cantante solista, e la membrana è percossa dal palmo, a volte senza seguire il ritmo.

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