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La pizzica Tarantata

È una danza terapeutica che nasce dal rito di guarigione delle Tarantate, durante la messa-esorcismo che ogni 29 giugno si svolgeva presso la cappella di San Paolo a Galatina, santo protettore di tutti coloro i quali sono morsi da animali velenosi. L’esorcismo poteva in ogni caso svolgersi anche in privato, tra le mura domestiche, con l’ausilio di tamburelli, violini, armoniche a bocca e altri strumenti musicali.

Il soggetto morso dalla Taranta che era per lo più donna ballava, al suono dei tamburelli, per ore in preda all’epilessia causata dal veleno, fino a che liberata dal veleno perdeva i sensi. Ad ogni estate in prossimità del 29 giugno il tormento del veleno si rinnovava così come si ripeteva il rito di liberazione.

Alcuni studiosi hanno legato il fenomeno al ruolo particolarmente sottomesso nel mondo contadino della donna, che aveva in questa manifestazione l’unico momento di liberazione dalla depressione. Secondo Ernesto De Martino, “il morso esprime conflitti psichici cifrati emergenti dall'inconscio”.

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