Aree tematiche

Il Menhir di San Paolo a Giurdignano

Il menhir di San Paolo risulta essere uno degli esempi più significativi di sincretismo religioso.

Ha uno sviluppo verticale non notevole (con i suoi due metri è tra i più piccoli menhir di Giurdignano), e poggia su un basamento di roccia. Come gran parte dei menhir del posto anch'esso risulta orientato sull'asse est-ovest. La sua sommità presenta un foro; questa caratteristica accomuna tutti i menhir di Giurdignano. Il suo basamento risulta scavato ed al suo interno sono presenti degli affreschi.

Lo scavo della roccia su cui poggia il menhir è avvenuto in periodo medioevale ad opera di monaci basiliani, di origine italo-greca, che ne hanno ricavato un'edicola bizantina dalle dimensioni molto ridotte. Essa veniva utilizzata da questi monaci anche come rifugio notturno dormendovi accovacciati al suo interno.

Un altra teoria vuole che al suo interno si ospitassero sepolture rituali; tuttavia, al momento non vi è nessun supporto archeologico che lo possa confermare. Il suo sorgere si inserisce all'interno del fenomeno rupestre degli invasi sacrali seguenti alla lotta iconoclasta scatenata dall’imperatore di Bisanzio Leone III, nell'VIII sec., allorquando una moltitudine di anacoreti si riversò nel Salento. Conducendo una vita ascetica e contemplativa, gli eremiti occuparono dapprima le grotte presenti lungo le coste, per adibire poi a chiesette e dormitori le grotte naturali disseminate nell’entroterra.

Le pareti interne come detto sono tutte affrescate. A sinistra dall'ingresso viene raffigurata la Madonna. A destra abbiamo un affresco che riprende il tema di San Paolo e della Taranta facendo riferimento al culto magico-religioso del tarantismo.

Qui siamo in presenza di un importantissimo esempio che testimonia la transizione dai culti ancestrali dell'area mediterranea a quello mediterraneo. Infatti con l'editto di Teodosio la religione cristiana diviene religione dell'impero e viene ordinato l'abbattimento di tutti i monumenti e luoghi di culto pagani. Le popolazioni opposero una forte resistenza tanto che si giunse al compromesso di cristianizzare questi luoghi. Infatti osservando il menhir troveremo prima l'apposizione di una croce quindi il successivo scavo e trasformazione in edicola con pitturazione delle pareti. Inoltre aggiungiamo il culto del tarantismo cristianizzato anch'esso attraverso la sua associazione a San Paolo. Abbiamo quindi un monumento che racchiude in sé tutti e tre questi elementi.

Inoltre le raffigurazioni interne testimoniano lo stretto legame con il tema di San Paolo e della Taranta ulteriore riprova della diffusione del fenomeno culturale del tarantismo nel Salento anche in epoche storiche lontane.

Copyright © 2009 Otranto Point