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Il Castello di Otranto

Il Castello Aragonese fu eretto dal Re di Napoli Ferdinando d'Aragona tra il 1485 ed il 1498, sui resti di un fortino preesistente di epoca Bizantina.

La sua costruzione fu conseguente all'invasione turca del 1480 che aveva distrutto l'apparato difensivo della città e che ne aveva appalesato l'esiguità ed inadeguatezza.

Congiuntamente ad esso gli spagnoli eressero poderose mura a protezione del centro cittadino intervallate da tre torri principali: Ippolita, Alfonsina (deve il nome ad Alfonso d’Aragona il liberatore della città) e Duchessa (forse la moglie del duca Alfonso).

Queste tre torri insieme al Castello, racchiudono, come uno scrigno prezioso, l'antico borgo di Otranto. Il Castello è posto nell’angolo sud – ovest della città. Ha una struttura trapezoidale con tre torri circolari poste a tre degli angoli, mentre dal quarto angolo si stacca uno spuntone a forma di lancia. Il quinto angolo non presenta torri.

Le torri non facevano parte della vecchia struttura, ma furono aggiunte proprio dagli Aragonesi. Anche lo spuntone che protende verso il mare detto "Punta di diamante", è opera dei vicerè spagnoli (1578) e fu costruito da Scipione Campi e Paduan Schiero di Lecce.

Intorno al Castello gira un ampio e profondo fossato. Il Castello, al suo interno, presenta subito una piazzetta d'ingresso e un ballatoio superiore nel suo perimetro. Le sale superiori del Castello hanno lo scopo di disorientare il nemico.

Le sale circolari presenti nelle torri, hanno finestre con bocche di fuoco. Di particolare interesse è la sala triangolare opera dell'architetto Ciro Ciri: essa risulta costituita da un asse longitudinale che sostiene le pareti realizzate con pietre posizionate a spina di pesce. Le sale inferiori alla piazzetta sono ricche di scorciatoie, sotterranei e vie di fuga.

Lo stemma degli Angioini campeggia sopra un piombatolo. Ultimamente il Castello è stato ristrutturato ed è stato riportato alla luce l’antico fossato ed il ponte levatoio. È da sottolineare che il celebre romanzo "Castello di Otranto" scritto nel settecento dal letterato inglese Horace Walpole ha trovato la propria ambientazione all'interno delle mura idruntine.

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