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Aspetti sociologici tarantismo

L’aspetto più interessante di questo genere musicale è senz’altro l’aspetto sociologico.

Bisogna immedesimarsi nella mentalità delle società del periodo, ed entrare nella psiche e nei problemi delle tarantolate; vi siete chiesti perché le tarantolate siano così brutte? Queste, così giovani, non venivano prese da nessuno e spesso rimanevano celibi a vita, oppure erano presi da delle persone che potevano loro fare da padre, se non da nonno!!

Queste povere ragazze vedendosi tra le mani di vecchi, se pur ricchi, subivano uno stress immenso; ricordiamo inoltre che la donna doveva andare a lavorare nelle piantagioni di tabacco, come ci ricorda una bella pizzica “Fimmane fimmane ca sciati allu tabaccu”, e poi dovevano rimanere a casa chiuse mentre il marito era all’osteria a ubriacarsi con gli amici.

Accumulandosi lo stress provoca, come tutti sappiamo, un cedimento a livello psichico, e, come consigliano i migliori psichiatri, gli unici modi per impedirlo sono: sudare praticando qualche sport o ascoltare musica classica; come potete ben immaginare musica classica non era così facile reperirla (in assenza di CD…), lo sport era esclusivamente maschile (bocce o cose del genere) allora le tarantolate si sfrenavano sulle allegre note del ballo salentino.

Gli psichiatri più esperti lo definiscono un intelligentissimo modo casereccio per fuggire della pazzia dello stress. Insomma una pazzia che ne fronteggia un’altra. Molti studiosi di lettere classiche sottolineano la stretta connessione che c’è tra la celebrazione religiosa pagana per il dio Bacco, latinissimo, alla quale potevano partecipare solo le donne, e il più delle volte erano riti orgiastici, con il ballo salentino.

Il primo confronto è tra le Baccanti e le Tarantolate; entrambe scaricano la loro tensione, anche se in modi diversi, ricordiamo che a questi riti romani non potevano accedere gli uomini, qualora lo facessero, finirebbero dilaniati (come qualcuno finì), mentre nel rito di esorcismo musicale l’uomo, tranne se fosse tarantolato (caso più unico che raro), suona uno strumento o canta e balla con la tarantolata.

Un’altra somiglianza intercorre tra il comportamento di san Paolo e del dio Bacco, infatti, entrambi, nei diversi riti, sono pregati con aggettivi o nomi inusuali per una divinità, e il modo di fare è pressoché uguale. Insomma cambia solo il modo di sudare.

Quindi la pizzica affonda le sue radici nella notte dei tempi e non deriva solo da un ceppo, bensì ha avuto più fonti da cui attingere, ma soprattutto dall’allegria dei salentini per risolvere i più imponenti problemi della società, anche moderna. Se portassimo la Pizzica nei paesi iper-sviluppati potremmo essere certi che l’uso di psicofarmaci si ridurrebbe sostanzialmente.

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